Returnal – Recensione

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Bentornati su GamesHelp! A distanza di sei giorni dal rilascio, andiamo a parlare di Returnal, l’ultima esclusiva PlayStation 5 (dopo Demon’s Souls, Spider-Man: Miles Morales, Sackboy: A Big Adventure e Destruction AllStars) con una nuova recensione. Per chi non lo conoscesse, si tratta di uno sparatutto roguelike in terza persona con caratteristiche narrative proprie di un horror psicologico, sviluppato da Housemarque e pubblicato da Sony Interactive Entertainment. Prima di buttarci a capofitto nell’analisi di questo capolavoro, vi ricordiamo che qui potete trovare la nostra guida al platino.

A causa di un’avaria ai motori della propria astronave, la protagonista Selene è costretta a un atterraggio di emergenza sul pianeta più vicino, Atropo. Ben presto si renderà conto che il pianeta su cui è rovinosamente atterrata è tutt’altro che amichevole e che, allo stesso tempo, è bloccata in un ciclo pressoché infinito che non le permette di trovare pace neanche nella morte. Infatti, ogni volta che soccomberà sarà costretta a rivivere lo schianto che l’ha portata su Atropo, conservando le memorie della propria vita precedente. Nel tentativo di uscire da questo loop temporale, Selene si troverà costretta ad affrontare numerosi e sempre più temibili nemici, in un mondo che muterà forma e struttura a ogni sua morte.

Il fascino del mutamento

Come accennato in precedenza, una delle principali insidie del gioco è proprio quella di muovervi in un ambiente che cambia costantemente caratteristiche a ogni nostra morte. Dovrete essere capaci di adattarvici in fretta, tanto all’ambiente circostante quanto ai nemici, spietati e numerosissimi. A ogni morte perderete tutto ciò che avrete accumulato fino a quel momento, tranne qualche fondamentale eccezione.

Returnal Recensione
Piccola anteprima di una delle zone di gioco.

Ciò che colpisce maggiormente, nello specifico, di quest’aspetto del gioco è il modo in cui riesce a non essere mai banale nella sua varietà, dandovi la possibilità di giocare all’infinito. Difficilmente vi annoierete: i particolari giochi di luce e la natura inquietante di Atropo vi daranno modo di immergervi nel gameplay e nei panni della protagonista e di vivere la sue sensazioni di ansia e costante travaglio interiore.

La costante connessione con il feedback aptico e i controlli fulminei

Sì, avete letto bene. Finalmente vedrete messa alla prova la funzionalità più interessante dei nuovi controller DualSense: il famigerato feedback aptico. La risposta è eccellente e non vi è minimamente traccia di input lag o altre problematiche di questo tipo. Vi potrete muovere con una fluidità impressionante, sfruttando comandi che vengono recepiti con la precisione di un orologio svizzero. Possiamo dire che il suddetto feedback aptico arricchisce l’esperienza di gioco rendendola ancora più coinvolgente di quanto già sia. Ogni minima vibrazione ha un preciso scopo, che sia in una cutscene o in uno scontro concitato.

Returnal Recensione
Selene muove i suoi primi passi su Atropo.

Un ruolo di massimo rilievo è rivestito dal grilletto L2, o più precisamente dalla resistenza che oppone alla pressione. Laddove nei normali sparatutto una resistenza più o meno forte indica un diverso tipo di arma, in Returnal ci troviamo di fronte tutta un’altra storia, come avrete ben capito dalla nostra recensione finora. Fin dal primo passo che muoviamo su Atropo, ci rendiamo conto che abbiamo la possibilità di utilizzare il grilletto premuto a metà, oppure fino in fondo: la differenza starà nel tipo di colpo che andremo a sparare. La pressione a metà ci consentirà, infatti, di sparare normalmente, mentre premendo il grilletto fino in fondo potremo utilizzare il fuoco secondario, ossia uno sparo (ne esistono molti diversi) che ha effetti devastanti sui nemici. Dopo aver utilizzato il fuoco secondario, dovremo aspettare del tempo (che può variare anche in base alle abilità che avete sbloccato) prima di poterlo utilizzare di nuovo.

Armi, collezionabili e consumabili

A una grande varietà di biomi e nemici, corrisponde una grande varietà di approcci. Potremo utilizzare diversi tipi di arma (ma portarne una sola alla volta) e le prime che potrete reperire saranno una pistola, un fucile a pompa oppure una carabina. Ogni arma possiede dei tratti distintivi e un’abilità che una volta sbloccata sarà utilizzabile anche nei cicli successivi. Non dovrete preoccuparvi delle munizioni che utilizzerete, in quanto le armi con cui avrete a che fare hanno caricatori energetici. Potrete sparare finché l’arma non si surriscalderà e, in quel caso, avrete a disposizione un quick time event che vi consentirà, se eseguito con successo, di riprendere a sparare immediatamente. Le armi da fuoco non saranno le uniche con cui avrete a che fare: quasi subito, infatti, ne sbloccherete una che potrete continuare a usare anche dopo essere morti, più nello specifico: una spada. Arma corpo a corpo che vi salverà in molte situazioni, in quanto è veloce, potente e ha un ampio raggio d’azione. In quanto arma permanente, costituisce il primo vero e proprio upgrade per la protagonista.

Returnal Recensione
Selene osserva la sua potentissima spada.

Numerosissimi sono anche i collezionabili e i consumabili in Returnal, ma ci soffermeremo, in questa recensione, solamente sui più importanti. Tra i collezionabili di maggior rilievo, troviamo oboliti ed etere. Possono essere entrambi considerati come una vera e propria valuta di gioco, in quanto sono utilizzati come “merce di scambio” per ottenere benefici come upgrade o consumabili. La differenza tra i due risiede nel fatto che i primi vengono droppati dai nemici che sconfiggiamo, quindi sono facilissimi da individuare e raccogliere, ma scompaiono nel momento della nostra morte; mentre i secondi sono permanenti, più rari da trovare e hanno più utilizzi. Ad esempio, potrete usarli per purificare oggetti che sono pregni di “malignità”, oppure per creare delle sorte di checkpoint, in modo da non dover per forza rivivere lo schianto dell’astronave. Tra i consumabili più importanti, invece, ci sentiamo in dovere di citare i parassiti. Questi ultimi si agganceranno alla nostra tuta, dandoci dei grossi bonus, ma anche dei malus.

La conclusione di un magnifico viaggio

Nonostante la colonna portante del gioco sia il gameplay, nella nostra recensione dobbiamo fare un applauso a Housemarque per essere riuscita a creare una trama coinvolgente e contorta, capace di creare una cornice perfetta a un capolavoro come Returnal. Lo abbiamo aspettato per tanti mesi, e l’attesa è stata egregiamente ripagata con un titolo degno di lode, che vi terrà attaccati agli schermi per ore e ore, anche dopo i titoli di coda. Noi di GamesHelp ci auguriamo che questo articolo vi sia stato utile e vi ricordiamo che qui potete trovare tutte le nostre recensioni.

RETURNAL

10
GamesHelp's Choice stemma

Returnal è un capolavoro che si merita il nostro GamesHelp’s Choice. Un fulmine a ciel sereno, pensato e realizzato alla perfezione. Housemarque è riuscita a unire la necessità di un videogioco che avesse una trama notevole e profonda, con quella di uno che fosse fluido, frenetico e che non stancasse mai.

PRO

  • Graficamente impeccabile, super dettagliato e allo stesso tempo fluidissimo.
  • Varietà di scenari e di nemici così vasta da rendere ogni ciclo unico e inimitabile.
  • Risposta perfetta ai comandi e utilizzo impeccabile delle funzionalità del DualSense.

CONTRO

  • Forse, si poteva investire qualcosina di più sull’espressione della trama.

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