Project Triangle Strategy – Provato

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Durante lo scorso Nintendo Direct è stato presentato il nuovo Project Triangle Strategy. Il titolo, realizzato da Square Enix e successore spirituale di Octopath Traveler, va ad appagare gli spiriti di tutti gli amanti del gioco di ruolo tattico, sottogenere che ha avuto il suo massimo splendore negli anni ’90. Il videogame va dunque a unire lo stile grafico del suo predecessore alle meccaniche tipiche del sempreverde Final Fantasy Tactics, in un tripudio di colori e pixel. Non perdiamo ulteriore tempo in chiacchiere e andiamo, quindi, ad analizzare la demo rilasciata dalla grande N in questi giorni.

Una volta avviata la demo verrete introdotti a quello che è il mondo di gioco, ovvero la terra di Nortelia. Quest’ultima è divisa in tre regni, il Regno di Glenbrook, che basa la sua ricchezza sul commercio, il Granducato di Aesglast, che fa dell’esportazione del ferro la sua forza, e il Sacro Impero di Sabulos, che fonda la sua economia sul commercio del sale. Le tre nazioni hanno lottato in passato tra loro, nella grande Guerra del Sale e del Ferro, ma sono riuscite a giungere col tempo ad un accordo di pace. In questa sede non andremo ad approfondire la trama del titolo anche se possiamo affermare con certezza che ci troviamo di fronte a una storia fatta di fantapolitica, con tutto ciò che questo comporta.

Project Triangle Strategy: una storia di fantapolitica

Nel breve gameplay disponibile all’interno della demo, infatti, potrete avere un assaggio di quello che andrà a comporre la narrazione dell’opera: tradimenti, complotti e colpi di scena. Il gioco è dunque pieno di dialoghi e scene di intermezzo, ma è possibile velocizzare ogni discorso con la semplice pressione di un tasto. In alcune fasi sarete chiamati anche ad avere interazioni con gli NPC e tentare di far abbracciare loro la vostra linea di pensiero, influenzandoli tramite apposite linee di dialogo a scelta multipla. Ci saranno occasioni in cui dovrete anche prendere delle decisioni che andranno a influenzare lo sviluppo della trama, in un sistema di votazione basato su tre variabili: pragmatismo, moralità e libertà.

Project Triangle Strategy
L’intelligenza artificiale vi metterà in difficoltà.

Dal punto di vista più strettamente legato al gameplay vi troverete di fronte a uno stile di combattimento molto simile a quello di Final Fantasy Tactics e altri JRPG tattici. Una volta scesi sul campo di battaglia avrete, dunque, a disposizione una serie di personaggi, ognuno con una classe specifica e relative abilità. Il cuore del titolo sta nel corretto utilizzo delle varie classi e nel corretto posizionamento delle truppe all’interno dello scenario. Grazie a un sistema di statistiche basato su Forza, Difesa, Difesa Magica e Velocità potrete sapere in precedenza quanto danno farete a un determinato nemico e quando sarà il vostro turno. La Velocità, infatti, determina, per esempio, l’ordine in cui i partecipanti alla battaglia potranno eseguire un’azione.

Un’opera che fa un sapiente uso di ambienti 3D e personaggi bidimensionali

Ogni personaggio ha a disposizione dei Punti Turno, ovvero dei punti necessari per utilizzare le abilità uniche a disposizione della truppa in questione. Quest’ultimi si ricaricano di uno ogni turno e vi consentiranno di sfruttare al meglio le potenzialità di ogni combattente senza dover pensare a una ipotetica barra del mana. Durante le missioni avrete, poi, degli obiettivi da raggiungere: potrete vincere svolgendoli, oppure uccidendo tutti i nemici. Importante segnalare che la perdita del protagonista porta, invece, inesorabilmente al game over.

Project Triangle Strategy
Preparatevi a lunghi dialoghi dal carattere fantapolitico.

Dal punto di vista grafico ci troviamo davanti a un’opera che fa un sapiente uso di ambienti 3D e personaggi bidimensionali, esattamente come avveniva nel già citato Octopath Traveler. Con quest’ultimo non condivide, però, che lo stile grafico e alcune figure chiave di produzione, come il producer Toyoma Asano (supervisore del progetto), il character designer Naoki Ikushima e l’addetto alla pixel art Shizuka Morimoto. Il team di sviluppo dei due giochi è, infatti, sostanzialmente differente: Project Triangle Strategy sta venendo sviluppato dai ragazzi di ArtDink, e non dal team Acquire. La cura nei dettagli degli ambienti è meticolosa e i personaggi 2D sono sempre perfettamente amalgamati al resto della scena: lanciare un’abilità unica sarà un piacere per i vostri occhi. Anche sotto il profilo audio il gioco si comporta più che discretamente, con delle soundtrack suggestive e un buon doppiaggio in lingua inglese.

In conclusione, possiamo affermare che Project Triangle Strategy sembra avere tutte le carte in regola per donare nuova linfa vitale a un genere di nicchia e confermarsi come un piccolo capolavoro. Le tre battaglie presenti nella demo lasciano intendere che le potenzialità dell’opera siano veramente alte e non vediamo l’ora di assaggiare il prodotto finito. La scelta, poi, di pubblicarlo su Nintendo Switch è, da noi di GamesHelp, perfettamente condivisa, vista la natura consigliamo dunque a tutti, appassionati e non, di tenere d’occhio il titolo.

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