Guilty Gear Strive – Recensione

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Guilty Gear Strive, quarto capitolo della famosa saga di picchiaduro, rappresenta l’ultima fatica sviluppata dai ragazzi di Arc System Works e noi siamo qui, di consueto, per fornirvi la nostra recensione in merito. Il gioco, inizialmente previsto per il 2020, ha subito dei ritardi a causa della situazione globale, ma è finalmente disponibile per essere testato con mano da tutti gli appassionati dei beat ‘em up. In più, vi segnaliamo la nostra guida al platino del titolo in questione, accessibile presso questo link.

I picchiaduro, si sa, sono da sempre uno dei generi più elitari dell’intero panorama videoludico, per questo l’obiettivo del team di sviluppo era rendere il titolo estremamente accessibile ai novizi pur mantenendo un’indiscussa complessità di fondo. Compito che il team aveva già cercato di portare a compimento con Dragon Ball FighterZ (di cui trovate qui la guida al platino), riuscendo nell’impresa, però, solamente in parte. Sarà finalmente riuscita Arc System Works nel suo intento di rendere il genere realmente più accessibile al pubblico? Scopriamolo insieme.

Guilty Gear Strive: la nostra recensione

A primo impatto Guilty Gear Strive si presenta come un picchiaduro anime dalla grafica scintillante e con uno stile di gioco frenetico. Il combat system è stato completamente revisionato rispetto al passato e presenta ora combo semplificate e di minor durata. Scordatevi, quindi, le infinite combinazioni di Guilty Gear Xrd (lo scorso capitolo della serie) che vi consentivano di tenere l’avversario in balia dei vostri attacchi anche per diversi minuti. Persino i più novizi e meno avvezzi ai picchiaduro vengono, infatti, accompagnati per mano all’interno di Strive, alla scoperta di un genere che negli ultimi anni sta ritornando a ricevere più attenzioni, grazie anche a titoli come Dragon Ball FighterZ e Super Smash Bros. Ultimate.

Guilty Gear Strive recensione
Uno dei moltissimi scontri che farete all’interno di Guilty Gear Strive.

Il videogioco presenta una modalità denominata Missione che ha la funzione di spiegare per filo e per segno tutte le meccaniche del sistema di combattimento. Prima d’ora non era mai stata aggiunta all’interno di un beat ‘em up una feature che spiegasse in modo così chiaro e sintetico tutte le nozioni di gioco. Grazie alle quattro aree di difficoltà presenti il titolo riesce a trasmettere ai player tutte le conoscenze necessarie per affrontare al meglio l’opera. Si passa, dunque, da esercizi legati a meccaniche basilari come la parata e lo scatto ad altre ben più avanzate, come il “fuzzy guard” o i diversi tipi di “Roman Cancel”. Riguardo a quest’ultimo ci sarebbe, inoltre, ben più di una parola da spendere.

Il “Roman Cancel” è il vero protagonista del titolo

Il “Roman Cancel” rappresenta in Guilty Gear Strive la meccanica più versatile e complessa del gioco, nonostante la sua facilità d’attivazione in termini prettamente pratici. Tale azione, infatti, sarà attivabile semplicemente premendo tre tasti contemporaneamente, o assegnando un tasto specifico (a tal proposito ci sentiamo di consigliarvi uno dei tasti dorsali). In base al contesto in cui attiverete il Roman Cancel“, quest’ultimo restituirà un risultato diverso. Andiamo ad analizzare le varie situazioni.

Guilty Gear Strive Recensione
Pronti a scatenarvi a furia di combo?

Cancellando il colpo durante un attacco potrete attivare il Roman Cancel rosso ed estendere la vostra combo, infliggendo molti più danni all’avversario. Nonostante questo, le combo non raggiungono, come detto in precedenza, i livelli dello scorso capitolo, anche se esiste ancora la possibilità di realizzare i cosiddetti “touch of death”. Nel caso in cui attiviate il “Roman Cancel” dopo aver parato un colpo, invece, fermerete il tempo e riuscirete a sfuggire più facilmente dalla combo del nemico. Se doveste attivarlo dopo aver mancato un colpo eviterete che l’avversario riesca a punirvi, mentre nel caso in cui lo utilizziate a gioco neutro, riuscirete a rallentare i movimenti del vostro nemico e a colpirlo più facilmente. Procediamo, dunque, con la nostra recensione di Guilty Gear Strive.

Nessuna modalità Storia?

Come potete ben immaginare dunque, ad alti livelli il Roman Cancel rappresenta l’elemento più versatile a vostra disposizione. Non potrete, però, usarlo gratuitamente in ogni situazione, attivarlo, infatti, vi costerà una barra di Tension. Quest’ultima è costituita da due barre, che si caricano principalmente secondo una nuova logica del combat system, il positive bonus e la negative penalty. Cercando l’approccio diretto con l’avversario andrete incontro a un bonus positivo, e riempirete la barra di Tension, mentre al contrario con un atteggiamento più difensivo la perderete. Questo porta i giocatori a mantenere quasi sempre a cercare lo scontro faccia a faccia, senza tergiversare troppo durante il combattimento.

E voi? Lo avete già provato?

Per quanto riguarda la trama del titolo, vi stupirà forse sapere che il gioco non presenta una vera e propria modalità Storia. I ragazzi di Arc System Works hanno deciso di dedicarsi alla lore realizzando delle cutscenes dalla durata complessiva di circa 5 ore che andranno a spiegare i nuovi (e in parte vecchi) avvenimenti della storia, permettendo anche ai neofiti di comprenderla al meglio. La scelta del team di sviluppo è da noi pienamente condivisa, poiché toglie dalla scena tutti quei combattimenti, a volte anche forzati, che di base avevano il solo scopo di far da pretesto al continuo della narrazione. In ogni caso, qualora voleste giocare contro la CPU, non disperate, è ovviamente disponibile una modalità Arcade.

Il cuore della produzione risiede nel comparto online

Il cuore della produzione risiede però, come di consueto in questo genere videoludico, nel comparto online. Per la prima volta nella storia del brand sono stati messi a disposizione server dedicati che annullano al minimo la possibilità di errore nell’immissione degli input. Al momento la pecca più grande è causata dalla lentezza di connessione ai server e da qualche piccolo bug riscontrato dai giocatori. Nel nostro caso, per esempio, non è stato possibile invitare qualche amico all’interno di una stanza privata, poiché quest’ultimo anche inserendo il codice non vedeva visualizzata alcuna stanza. Questo genere di inconvenienti è fortunatamente risolvibile grazie alla modalità online Parco, ovvero un’area comune in cui i giocatori si possono scontrare in partite non classificate.

Chi sfiderete dei vostri amici?

La componente multiplayer più importante è costituita, senza ombra di dubbio, dalle partite classificate. Quest’ultime si svolgono all’interno di una modalità costituita da una Torre divisa su più piani. Ad ogni piano corrisponde un certo livello di skill. Avanzando nei piani potrete affrontare avversari sempre più temibili e, in base alla vostra abilità, vi saranno assegnati uno o più piani. Tutte le stanze di gioco, sia quelle della Torre che del Parco, sono realizzate con una grafica in pixel art, che raffigura una stanza all’interno della quale potete muovervi tramite il vostro alter ego e sfidare personalmente i vostri avversari. Questo aspetto non ci ha convinto tantissimo, siamo sicuri che si poteva trovare una soluzione migliore, un qualcosa di più simile a quanto visto in Dragon Ball FighterZ, con la possibilità di scegliere i propri avversari sia “faccia a faccia” sia in modalità casuale.

Guilty Gear Strive presenta un combat system accessibile e profondo

Per quel che riguarda il comparto grafico non c’è molto da dire, se non che siamo davanti al picchiaduro dall’impatto visivo più eclatante di sempre. Il motore grafico utilizzato, l’Unreal Engine, è stato sfruttato a pieno partendo dall’ottimo lavoro già svolto con l’opera derivante dal battle shonen di Toriyama. I particellari invadono lo schermo rendendo ogni attacco una soddisfazione per gli occhi. Gli scenari risultano godibili e privi di troppi elementi, il che li rende perfetti per concentrarsi su quanto avviene nella parte principale dello schermo.

Guilty Gear Strive Recensione

Il comparto sonoro è, per tutti gli amanti del rock e metal, una vera e propria carica continua di energia. Il creatore della saga Daisuke Ishiwatari è infatti un grande fan del genere, ed è riuscito a trasmettere tutta la sua passione all’interno del titolo. Guilty Gear Strive è un picchiaduro dall’animo veramente rock: i temi di ogni personaggio sono studiati per riportare alla mente un determinato sottogenere della cultura rock e metal. In conclusione possiamo affermare che Guilty Gear Strive sia il picchiaduro meglio riuscito della saga e, probabilmente, uno dei migliori del suo genere. I ragazzi di Arc System Works sono riusciti nel difficile intento di realizzare un titolo accessibile a tutti, ma allo stesso infinitamente complesso e dalle mille sfaccettature. Analizzare Guilty Gear Strive interamente in una recensione come questa non rende giustizia a quella che diventerà probabilmente un vero e proprio punto di riferimento del filone beat ‘em up. Non possiamo dunque che fare i complimenti al team di sviluppo, ed invitarvi a prendere in mano il pad (o qualsiasi sia la vostra periferica di input preferita) e addentrarvi in questa splendida opera. Let’s Rock!

GUILTY GEAR STRIVE

9
GamesHelp's Choice stemma

Un titolo a dir poco memorabile, che diventerà sicuramente una punto fisso del proprio genere, sia ora che negli anni avvenire. Guilty Gear Strive è il picchiaduro che tutto noi vorremmo, accessibile a chiunque e appagante in ogni suo lato. Siamo di fronte a un vero e proprio capolavoro!

PRO

  • Sistema di combattimento profondo e accessibile
  • Grafica e sonoro impeccabili
  • Online stabile

CONTRO

  • Impossibilità di incontri realmente casuali online

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